Rinoplastica Open

La sfida unica della rinoplastica nella chirurgia del viso

Il naso coincide con il primo tratto della via aerea e svolge funzioni primarie e insostituibili per l’integrità e il corretto funzionamento dell’apparato respiratorio, oltre che per il senso dell’olfatto di cui è organo centrale. È nel naso che avvengono reazioni immunitarie di vitale importanza, ed è sempre qui che temperatura e umidità dell’aria vengono modificate per adattarsi ai parametri biologici del corpo.
Per queste ragioni la chirurgia plastica del naso non è pensabile in termini puramente estetici: forma e funzione sono strettamente connesse in questo organo di senso il cui rimodellamento rappresenta sempre una sfida per lo specialista. Sfida alla quale Pietro Palma, già Presidente sia di European Academy of Facial Plastic Surgery che di International Federation of Facial Plastic Surgery Societies (le più importanti organizzazioni di chirurghi plastici facciali a livello europeo e internazionale) e già Dirigente Medico del Dipartimento di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Testa-Collo presso l’Università dell’Insubria Varese, ha consacrato interamente la sua professione.

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La complessità di forma e funzione nella chirurgia del naso

Forma e funzione rappresentano un unicum inscindibile nel delicato equilibrio del naso, che può essere alterato da una molteplicità di fattori: malformazioni, traumi, patologie infiammatorie, interventi chirurgici precedenti non riusciti o riusciti solo in parte. Queste problematiche estetiche e funzionali possono e devono essere corrette attraverso interventi di rinoplastica (correzione del naso esterno) o di settorinoplastica (correzione combinata del naso esterno e del naso interno).
A causa della complessità dell’organo e delle sue caratteristiche assolutamente individuali, l’intervento chirurgico deve essere preceduto da un’accurata diagnosi anatomo-funzionale, da una sofisticata analisi estetica del naso esterno e da una profonda comprensione dello stato psico-emotivo del/della paziente che si rivolge al chirurgo con la richiesta di sottoporsi a una rinoplastica. Solo in questo modo è possibile minimizzare l’insuccesso o l’insoddisfazione post-operatori, così come possibili complicazioni che rendono necessario intervenire nuovamente con una rinoplastica secondaria o di revisione.

Rinoplastica open: diverse tecniche in base agli obiettivi e alla situazione individuale

Proprio in virtù dell’unicità di ogni situazione, delle difficoltà, delle infinite variabili e insidie che caratterizzano le operazioni di rinoplastica e settoplastica, non esiste un’unica tecnica in assoluto migliore delle altre. Tradizionalmente, la rinoplastica viene suddivisa in rinoplastica esterna (o rinoplastica aperta) e in rinoplastica endonasale (o rinoplastica chiusa): la scelta della tecnica spesso dipende, oltre che dalle valutazioni estetico-funzionali, da formazione e attitudine dello specialista.
La stretta correlazione tra funzione e forma del naso impone che entrambi gli aspetti siano considerati in ogni intervento di chirurgia plastica al naso: in questi casi, la prima fase coincide con l’intervento di settoplastica, che può essere estremamente complesso dal punto di vista tecnico quando implica importanti aspetti di ricostruzione. In presenza di ipertrofia dei turbinati, si utilizzano solitamente metodiche mini-invasive come laser e radiofrequenza sotto controllo endoscopico, oppure strumentazioni motorizzate (debrider). In alcuni casi, bisogna attuare una turbinoplastica chirurgica che consente sia di ridurre il volume dei turbinati che di modificare la componente ossea. Quando la correzione riguarda anche le valvole del naso, diviene quasi sempre necessario l’uso di innesti di supporto: la “rinoplastica esterna strutturale” è una variante della rinoplastica open che si avvale di procedure di innesto a fini ricostruttivi.

Rinoplastica aperta o chiusa? Vantaggi e svantaggi delle diverse tecniche operatorie

Nella rinoplastica open, il chirurgo effettua l’incisione d’ingresso sulla cute della columella, tra le due narici. Successivamente solleva un lembo di cute e tessuti molli per avere una visione a cielo aperto dello scheletro del naso (cartilagini e ossa). Offrendo il vantaggio di rendere visibile l’anatomia delle strutture nasali, la rinoplastica open risulta più agevole nel caso di interventi complessi che richiedono alta precisione. Inoltre, stanti indubbi vantaggi di visualizzazione delle strutture anatomiche, la rinoplastica esterna ha conosciuto grande popolarità nel passato decennio anche tra gli operatori meno esperti anche per problematiche relativamente comuni che non necessitano una decostruzione del naso.

Tuttavia, la tecnica della rinoplastica open presenta anche diversi svantaggi, tra cui:

  • tempi operatori e di guarigione generalmente più lunghi;
  • gonfiore dei tessuti molli del naso esterno che persiste per mesi;
  • rigidità del naso esterno;
  • minore naturalezza del risultato dovuto alla possibilità – seppur remota quando ci si affida a chirurghi esperti in rinoplastica – di permanenza della cicatrice columellare.

Nella rinoplastica chiusa (tecnica endonasale), dove l’attenzione è focalizzata soprattutto sull’aspetto “riduttivo” dell’osso e delle cartilagini, non esiste il rischio cicatrice poiché le incisioni di ingresso sono effettuate all’interno del naso. Ulteriore vantaggio rispetto alla rinoplastica open è dato dai tempi di guarigione più rapidi, tuttavia anche la tecnica endonasale presenta alcuni svantaggi, come:

  • una visualizzazione dello scheletro del naso più difficoltosa, che per gli operatori meno esperti comporta potenzialmente una minor precisione nelle manovre chirurgiche;
  • potenziale inadeguatezza nei casi di revisioni complesse che richiedano procedure ricostruttive dello scheletro del dorso e della punta del naso.

Se dunque la rinoplastica open permette maggiore precisione nei rimodellamenti complessi e nella sutura delle cartilagini, e appare più indicata in alcuni interventi che richiedono alta precisione, d’altro canto presenta tempi operatori e di guarigione più lunghi, richiede l’uso di innesti cartilaginei che spesso devono essere prelevati da altre sedi (orecchio, costole) con rischio di ulteriori complicazioni in sedi diverse dal naso, predispone al rischio di cicatrici visibili e comporta una maggiore complessità tecnica nei re-interventi di rinoplastica di revisione dopo tecnica open.
La rinoplastica chiusa, pur richiedendo maggiore abilità nei rimodellamenti complessi e nella sutura delle cartilagini, è tendenzialmente più conservativa in quanto causa minori alterazioni nell’anatomia del naso e nell’equilibrio complessivo del viso, e richiede tempi operatori e di guarigione mediamente più brevi.

YOUnique Rhinoplasty™: i vantaggi di rinoplastica aperta e chiusa nell’esclusiva tecnica ibrida messa a punto da Pietro Palma

Attraverso anni di studi anatomici eseguiti in università straniere e intensa pratica chirurgica sempre basati su dedizione assoluta alla chirurgia plastica del naso, Pietro Palma ha messo a punto una procedura di intervento definita ibrida in quanto coniuga i vantaggi delle due vie finora alternative (tecnica aperta/tecnica chiusa) minimizzandone i rischi e le criticità. La tecnica descritta nel 2010 sulla prestigiosa rivista Archives of Facial Plastic Surgery (“Hybrid rhinoplasty: The 21th century approach to remodeling the nose”) offre massima versatilità al chirurgo specializzato in rinoplastica, che può adattare le modalità di intervento alla specifica anatomia e alle personalissime aspettative di ogni paziente.
Simile alla rinoplastica endonasale in quanto le incisioni vengono praticate all’interno delle narici, la rinoplastica ibrida è però più flessibile nella sede e nel numero delle incisioni, modulate in base alla singola esigenza e anatomia del/della paziente, e mirate al bersaglio specifico su cui si vuole intervenire. La tecnica operatoria ideata da Pietro Palma presenta diversi vantaggi, tra cui:

  • la precisione tipica della rinoplastica open;
  • tempi di guarigione più rapidi in assenza di cicatrici esterne, come nella rinoplastica chiusa;
  • minore invasività e maggior rispetto dell’anatomia del naso, allo scopo di ricreare un equilibrio naturale e bilanciato tra le varie unità estetiche del viso.

La chirurgia ibrida è un’opzione sostanzialmente sempre valida: nelle mani del chirurgo esperto, anche nelle ricostruzioni più importanti di dorso e punta, negli interventi complessi con innesto di cartilagine dorsale e nelle rinoplastiche secondarie complicate dove la rinoplastica aperta offre maggiori garanzie di riuscita rispetto alla tradizionale rinoplastica chiusa.
La tecnica endonasale ibrida è in grado di adattarsi a molteplici situazioni diverse riducendo di circa il 30 per cento frequenza ed estensione di rimodellamenti successivi.

Rinoplastica Open a Milano con Pietro Palma

Tra i massimi esperti in rinoplastica in Italia e in ambito internazionale, Pietro Palma svolge da anni intensa attività didattica e professionale con alta specializzazione, acquisita concentrandosi in modo esclusivo e approfondito sulla rinoplastica e chirurgia nasale (correttiva, funzionale, plastica). Alla base della sua filosofia la convinzione che per arrivare a padroneggiare una qualsiasi forma d’arte – quale è considerata la rinoplastica nella sua forma più riuscita – è necessario dedicarvisi in modo completo e incondizionato, con passione e dedizione.
Grazie al suo approccio etico e coscienzioso alla professione, Pietro Palma si è distinto tra i chirurghi del naso arrivando a elaborare un metodo di intervento al naso su misura, definito YOUnique Rhinoplasty™ per le sue caratteristiche di versatilità e sistematicità, empatia e precisione. Con alle spalle oltre 25 anni di pratica chirurgica concentrata su un unico organo centrale per impatto estetico e corretto svolgimento di alcune funzioni vitali, Pietro Palma è a disposizione per colloqui conoscitivi con pazienti che abbiano il desiderio o la necessità di sottoporsi al rimodellamento chirurgico del naso.


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