Rinoplastica di Revisione

Rinoplastica secondaria: correggere gli esiti insoddisfacenti di operazioni pregresse

La rinoplastica di revisione è un intervento che si rende necessario per correggere difetti di forma e/o funzione del naso risultanti da pregresso o pregressi interventi di rinoplastica rinosettoplastica.

La gravità di tali difetti è di grado variabile.

Si può trattare di piccoli difetti (per esempio, piccole irregolarità del dorso, minimo residuo di gibbo, lievi asimmetrie o perdita di proiezione della punta) che possono verificarsi – pur in ridottissima frequenza – anche in pazienti operati da chirurghi di collaudata esperienza. Tali difetti, frequentemente legati ad alterazioni del processo di guarigione (eccesso di osteogenesi, tendenza alla fibrosi sottocutanea, pelle spessa), sono facilmente correggibili con “ritocchi” anche in anestesia locale.

Altre volte, invece, il chirurgo specialista in revisioni deve fronteggiare gravi alterazioni strutturali a carico sia dello scheletro osseo e cartilagineo del naso esterno che del naso interno. Tali procedure comportano ricostruzioni ad elevata complessità tecnica che richiedono utilizzo di cartilagine dello stesso soggetto prelevate da altre sedi (orecchio, costole).

La rinoplastica di revisione richiede maturità chirurgica, destrezza tecnica e capacità di fronteggiare situazioni chirurgiche impreviste.

Non è assolutamente vero che la rinoplastica di revisione debba essere sempre effettuata con tecnica aperta (open). Anzi, nelle chirurgie di revisione dopo molteplici interventi, la rinoplastica ibrida endonasale (tecnica chiusa) permette di operare con pari o superiore efficacia, maggiore sicurezza, minore rischio di complicanze e riduzione dei tempi di recupero.

Per maggiori informazioni sulla rinoplastica di revisione o per un colloquio conoscitivo, mettiti in contatto con il chirurgo rinoplastica secondaria presso La Clinica del Viso o Casa di Cura La Madonnina a Milano

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Le complessità della rinoplastica primaria e l’importanza di un’accurata diagnosi pre-operatoria nel minimizzare i rischi di insuccesso

Il numero di pazienti che si rivolgono agli specialisti della chirurgia plastica nasale con la richiesta di correggere gli esiti insoddisfacenti di una rinoplastica primaria è notevolmente aumentato nell’ultimo decennio, in parallelo alla maggior diffusione di questo intervento e alla sua erronea e superficiale derubricazione a “routine chirurgica”. L’inesperienza analitica e operativa può indurre il chirurgo a considerare la rinoplastica come semplice rimozione del gibbo (“gobba”), ignorando altri aspetti fondamentali nel definire l’armonia del profilo, come rotazione e proiezione della punta, oppure posizione della radice del naso.
La ricerca dell’equilibrio è uno dei parametri che devono guidare la mente e le mani del chirurgo. È molto frequente che il paziente richieda semplicemente la rimozione della gobba, ma quasi sempre è il contemporaneo riposizionamento della punta che permette di armonizzare la linea del profilo. La naturalezza del risultato finale dipende da una serie di modifiche bilanciate da commisurare in relazione a numerose variabili individuali (sesso, altezza, età, conformazione del viso, desideri del/della paziente). Trascurare tali aspetti – non propriamente di pura tecnica chirurgica – moltiplica il rischio di risultati insoddisfacenti, innaturali e perniciosi che renderanno necessario tornare dal chirurgo (quasi mai quello che ha eseguito la rinoplastica primaria) per una rinoplastica di revisione.
Nell’arco della più che ventennale pratica chirurgica specialistica in rinoplastica e rinosettoplastica, Pietro Palma e la sua équipe hanno avuto modo di affrontare una vasta casistica di problematiche estetiche e funzionali, sia semplici che complesse, fino a situazioni estreme di rinoplastiche ricostruttive di revisione.

Cause di insuccesso in rinoplastica e possibili rimedi

Le più frequenti cause di insuccesso in rinoplastica includono tanto l’inesperienza quanto l’over-confidence del chirurgo, che può indurre ad accondiscendere a richieste incongrue, poco realistiche o rischiose (come nel caso dei pazienti che desiderano una tipologia molto specifica di naso in forte contrasto con la struttura anatomica che la Natura ha donato). Un difetto nell’accuratezza dell’analisi preoperatoria in rinoplastica primaria è pericoloso quanto il ricorso routinario agli innesti cartilaginei cosiddetti strutturali: tale uso dovrebbe essere limitato a casi selezionati (difetti di supporto dello scheletro osteo-cartilagineo), evitando di destrutturare il naso in occasione dell’intervento primario per poi ricostruirlo con innesti strutturali.

Il chirurgo deve essere inoltre pronto a evitare le “trappole” della rinoplastica di riduzione. Deve essere consapevole che una eccessiva riduzione delle strutture nasali può generare difetti destinati a divenire più visibili nel lungo termine a causa dello squilibrio dimensionale tra copertura cutanea ed eccesso di riduzione dello scheletro osteo-cartilagineo.
Nell’esperienza di Pietro Palma il ricorso a cartilagine settale – generalmente prelevata dallo stesso paziente – si è rivelato molto utile a definire le varie sub-unità estetiche del naso creando un gioco di luci e ombre naturali in specifiche aree del naso. L’uso di micro-innesti cartilaginei autologhi ha la massima efficacia quando è parte finale di un intervento attuato con tecniche endonasali mini-invasive, in quanto rende il risultato più prevedibile nel contempo aumentando i margini di sicurezza della chirurgia.
Ulteriori cause di insoddisfazione post-operatoria sono legate ad anomale evoluzioni cicatriziali (per esempio, tenaci ispessimenti fibrosi localizzati subito sopra la punta, tra il bordo anteriore della cartilagine settale e la copertura cutanea, noti come bec de corbin o polly-tip), apparentemente più frequenti dopo rinoplastica aperta per la maggiore dissezione intrinseca all’approccio open. Particolarmente perniciose sono le problematiche conseguenti a sconsiderate riduzioni del sostegno osseo e/o cartilagineo del dorso nasale oppure a osteotomie eseguite inadeguatamente. Un’eccessiva rimozione di struttura dorsale può causare le cosiddette insellature del dorso osseo e/o cartilagineo, mentre da una resezione insufficiente o eseguita nella sede sbagliata può conseguire un profilo “strano” con scalini innaturali sul dorso e/o sulle pareti laterali. Una temibile complicazione di manovre demolitive del dorso è rappresentata dalla “deformità a V-invertita” caratterizzata da un tetto aperto e da una disarticolazione, più o meno estesa, tra dorso osseo e dorso cartilagineo.
Quanto a complessità tecnica, le rinoplastiche di revisione più critiche sono quelle in cui la perdita di supporto strutturale (dorso e/o punta) è associata all’assenza/insufficienza di cartilagine settale, materiale ideale a fini ricostruttivi nella quasi totalità delle procedure di innesto. Per tale ragione è fondamentale preservare il più possibile la cartilagine settale in occasione della chirurgia primaria senza rimuoverla per (quasi sempre inutili) procedure di innesti strutturali. In questi casi il chirurgo di revisione dovrà prelevare la cartilagine da sedi diverse dal naso (come il padiglione auricolare o le costole): ovvie conseguenze sono la maggior complessità tecnica della revisione e i possibili effetti collaterali nelle aree di prelievo, con allungamento dei tempi operatori e, di conseguenza, incremento dei costi della procedura chirurgica.

Rinoplastica di revisione a Milano con Pietro Palma

In chirurgia non c’è spazio per l’approssimazione e per l’improvvisazione, e ciò è particolarmente vero in materia di rinoplastica e settoplastica: solo un approccio in grado di coniugare solidità teorica, continuo aggiornamento scientifico, acquisizione di specifiche abilità tecniche e maturità nelle decisioni crea le condizioni ideali per raggiungere “al primo colpo” il miglior risultato possibile.
Negli ultimi anni il numero di pazienti che si sono rivolti a noi con la richiesta di correggere i risultati insoddisfacenti di pregressi interventi di chirurgia nasale è aumentato considerevolmente, anche in conseguenza della maggior diffusione degli interventi di rinoplastica soprattutto nella variante aperta. Le complessità di questo delicato intervento di chirurgia facciale sono tali che è riduttivo e fuorviante considerarlo una delle molte frecce all’arco di un chirurgo. La casa ideale della rinoplastica non è la pratica di un chirurgo “generalista” che esegue diverse tipologie di interventi in regioni anatomiche differenti. La casa ideale è il chirurgo rinoplastico-specialista. Per ovvie ragioni: dalla lunghezza e complessità della curva di apprendimento specifica di questo intervento, all’impatto delle ricadute estetiche e funzionali che questa chirurgia produce nella vita del paziente. Ormai è questa la via su cui si è incamminata la moderna chirurgia. Lo specialista d’organo. Il naso, come il ginocchio, la mano, o la colonna.
Per queste ragioni, oltre che per la sincera passione e naturale inclinazione verso questa raffinata forma d’arte chirurgica, da ormai un quarto di secolo Pietro Palma ha deciso di focalizzare interamente la sua attività operativa, accademica e di ricerca sulla rinoplastica, trattando anche i casi più complessi di rinoplastica secondaria o di revisione. Solo una diagnosi pre-operatoria accurata e sistematica permette di disegnare ed eseguire un intervento al naso su misura, definito YOUnique Rhinoplasty™. La “super-specializzazione” acquisita nel corso di oltre due decenni permette di trattare anche le revisioni di complessità estrema, realizzando notevoli miglioramenti nella maggior parte dei pazienti, ovvero proponendo alternative a minima invasività nei casi a rischio molto elevato oppure ancora in un numero limitatissimo di casi sconsigliando ulteriori procedure chirurgiche, sempre per il beneficio del/della paziente.
Pietro Palma non accetta di operare il paziente esclusivamente sulla base di foto inviate via Internet. Per maggiori informazioni, i pazienti che abbiano il desiderio o la necessità di correggere i difetti di un look chirurgico sgradevole o di un problema disfunzionale sono invitati a fissare un colloquio conoscitivo con Pietro Palma presso la Clinica del Viso (Piazza Repubblica, 21 – Milano – Tel 0263611932) o presso la Casa di Cura “LA MADONNINA” (Via Quadronno, 29/31 – Milano – Tel 0258395555).


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